SEBASTIANOLETA

GIOIELLI

Nella loro storia, la prima funzione affidata ai gioielli é indubbiamente di tipo estetico, ludico: dare piacere a chi li porta, a chi li vede e li ammira. E infatti «gioiello», dice l’etimologia, deriva dal francese antico joel, che discende a sua volta dal latino locus, «gioco». Privo in apparenza di funzioni pratiche, utilitarie, il gioiello è bello quando è bello allo stesso modo in cui lo e una musica, un dipinto, una poesia. È un’opera d’arte. Ma è anche qualcosa di diverso. Il gioiello è uno degli attributi costanti del potere civile, militare e religioso in tutte le civiltà, passate e presenti. In tutte le civiltà presenti e del passato la vita è rappresentata dalla “durezza”, la morte dai “rammollimenti”. Ora, gli ornamenti d’oro, d’argento, di rame e di ferro, di pietre preziose, ma anche d’osso, di legno, di pietra fanno diventare duro ciò che è molle, e sostituendosi alle parti corruttibili diventano «datori di vita». Prima che a ornare il corpo, quindi, i gioielli erano chiamati a proteggerlo. E a proteggere in particolare le parti vitali e quelle più fragili: il capo (la corona), gli orifizi della testa (dischi inseriti nei lobi delle orecchie, nelle narici, nel labbro inferiore), le giunture delle mani e dei piedi (bracciali da polso e da caviglia). Per gli indigeni del Brasile il disco di legno inserito nel labbro inferiore conferisce autorità alla parola, e quelli inseriti nei lobi delle orecchie fanno intendere meglio la parola. Il gioiello ha compiuto un altro passo avanti, e da oggetto protettivo quale era (amuleto) ha assunto una funzione attiva, intellettiva anche: è diventato uno strumento magico. C’è infine da considerare la brillantezza dei metalli e delle gemme. L’oro splende come il sole, è «luce solidificata», dice Levi-Strauss. Non solo, anche quando il materiale usato per il gioiello è povero, come il legno o la pietra comune, viene prima lavorato e levigato in modo da fargli assumere quella lucentezza che è una qualità inseparabile dal gioiello. Dalla luce si passa al metallo incorruttibìle, dall’instabile allo stabile. ll gioiello è un mediatore tra la vita e la morte. La sua durezza mitiga la nostra fragilità.